Il pensiero artificiale

Un robot può avere diritti?

Un robot può avere diritti?

Le macchine, fino ad oggi, sono state “oggetti” di diritti (proprietà, possesso) e non certo “soggetti”. Soltanto di recente hanno cominciato ad avere forme proprie di intelligenza artificiale che permette a loro di assumere una certa autonomia decisionale. Potranno mai acquisire diritti pari agli esseri umani?

I big data ci osservano

I big data ci osservano

“Quanto conosci te stesso”? Non è una domanda filosofica, è un problema reale. Gli algoritmi ad intelligenza artificiale possono arrivare a conoscerci meglio di noi stessi. Questo è possibile in quanto siamo costantemente osservati.

ZERO ERRORI

ZERO ERRORI

Con l’automazione l’uomo è riuscito a delegare alle macchine i lavori pesanti, noiosi e ripetitivi. Con l’intelligenza artificiale stiamo delegando alle macchine quasi tutto: è probabile che assistiamo ad uno scenario per cui l’uomo sia fuori da ogni processo decisionale.

Un filosofo al volante

Un filosofo al volante

Qualcuno potrebbe obiettare che gli algoritmi non saranno mai in grado di prendere decisioni importanti al nostro posto perché le decisioni importanti coinvolgono una dimensione etica, e gli algoritmi non comprendono l’etica. Eppure, non c’è ragione di presumere che gli algoritmi non saranno in grado di superare l’uomo medio anche nell’etica.

Il paternalismo digitale

Il paternalismo digitale

Un inquietante esperimento sociale è in corso in Cina ed è conosciuto come il “citizen score” (il punteggio del cittadino), che è analogo al credit score (punteggio del credito), il quale classifica l’affidabilità di chi richiede un mutuo. Il punteggio del cittadino, però, si spinge ben oltre il credito.