Il pensiero artificiale
Un filosofo al volante
Qualcuno potrebbe obiettare che gli algoritmi non saranno mai in grado di prendere decisioni importanti al nostro posto perché le decisioni importanti coinvolgono una dimensione etica, e gli algoritmi non comprendono l’etica. Eppure, non c’è ragione di presumere che gli algoritmi non saranno in grado di superare l’uomo medio anche nell’etica.
Il paternalismo digitale
Un inquietante esperimento sociale è in corso in Cina ed è conosciuto come il “citizen score” (il punteggio del cittadino), che è analogo al credit score (punteggio del credito), il quale classifica l’affidabilità di chi richiede un mutuo. Il punteggio del cittadino, però, si spinge ben oltre il credito.
IL PREGIUDIZIO DIGITALE
Il problema principale dell’intelligenza artificiale (AI), riguarda la chiara descrizione di come l’algoritmo giunge a determinate decisioni. Alcune di queste decisioni, possono avere un impatto devastante sulla vita delle persone. E ciò ci pone, inevitabilmente, di fronte ad un interrogativo di vitale importanza.
L’INTELLIGENZA E LA COSCIENZA SONO PREROGATIVE DI SOLI ESSERI UMANI?
I robot, grazie ad algoritmi sofisticati risolvono una classe sempre più ampia di problemi complessi, il che li rende intelligenti ed autonomi. Ma la probabilità che questi agenti costituiscano una minaccia per l’essere umano è pressoché nulla, ed è ancora più bassa la probabilità che acquisiscano coscienza.
