Quirinale - Presidente

Quirinale: cercasi Presidente

Guida al Quirinale: dall’elezione ai requisiti del Presidente della Repubblica, passando per le funzioni della più alta carica dello Stato.

Come si elegge il Presidente della Repubblica? Quali sono le sue funzioni e come si diventa la più alta carica dello Stato? Per rispondere a queste domande è necessario rifarsi alla Costituzione, più precisamente al Titolo II, Parte II della Carta, che agli artt. 83-91 disciplina la carica presidenziale. È la Costituzione, infatti, a fare del Presidente una figura chiave dell’ordinamento politico-istituzionale della nostra Repubblica. Per questo la sua elezione ha sempre rappresentato e tuttora continua a rappresentare un momento così delicato. Visto l’interesse dei giorni scorsi, abbiamo deciso di approfondire gli aspetti più rilevanti che ruotano attorno alla figura del Presidente della Repubblica.

Ecco, dunque, la nostra guida … “Quirinale: cercasi Presidente”.

Elezione

Come previsto dall’art. 83, il “Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri”. Alla votazione partecipano, dunque, i membri di Camera e Senato: 630 deputati e 315 senatori, ma non solo. Per garantire la “rappresentanza delle minoranze” alla votazione partecipano anche i delegati regionali: 3 per ogni regione (1 per la Valle d’Aosta), in tutto altri 58 elettori che sommati ai precedenti 945 deputati e ai 6 senatori a vita attualmente in carica costituiscono i 1009 cosiddetti Grandi Elettori incaricati dell’elezione del Presidente.

L’Aula di Montecitorio sede del Parlamento in seduta comune.

L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’Assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta”. La Costituzione predilige la massima rappresentanza, motivo per cui nelle prime tre votazioni occorrono ben 673 voti per eleggere il nuovo capo di Stato, mentre dalla quarta ne bastano 505: la metà più uno dei Grandi Elettori. La seduta comune è unica per cui continua fino al raggiungimento del quorum e ha luogo nell’Aula di Montecitorio con il Presidente della Camera che svolge le funzioni di rito.

Requisiti

L’art. 84 prescrive che “può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici”. Sancisce che la presidenza “è incompatibile con qualsiasi altra carica” e, per questo, prevede un “assegno” personale oltre a una “dotazione” monetaria-organizzativa necessaria al funzionamento dell’apparato al suo servizio. Non sono previsti, dunque, particolari requisiti e chiunque in teoria può aspirare a ricoprire tale carica, ma ovviamente non tutti possono ambire alla Presidenza della Repubblica.

Il palazzo del Quirinale, uno dei più grandi al mondo, sede ufficiale della Presidenza della Repubblica Italiana.

In base all’art. 85 il mandato presidenziale ha una durata di sette anni, un termine temporale volutamente più lungo rispetto a quello di cinque previsto per un parlamentare, così da evitare non solo empasse istituzionali ma anche eventuali legami tra le due istituzioni. Inoltre, il peso della sua figura, a garanzia dell’intero ordinamento, è tale per cui la Costituzione stessa, all’art. 86, stabilisce come comportarsi in caso di impedimento permanente o temporaneo, prevedendo il ricorso alla supplenza da parte del Presidente del Senato o, in alternativa, nuove elezioni.

Poteri e funzioni

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”. Per quanto importanti, però, non ha solo funzioni simbolico-rappresentative ma ancor più rilevanti poteri attinenti la sfera esecutiva, legislativa e giudiziaria, elencati all’art. 87. “Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge […]. Nomina […] i funzionari di Stato” tra cui ministri e Presidente del Consiglio. “Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura”, nomina un terzo dei giudici della Corte Costituzionale e ha facoltà di grazia e commutazione della pena.

Il Presidente ha “il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa” e “ratifica i trattati internazionali”. La Costituzione gli assegna anche rilevanti funzioni parlamentari, come il potere di sciogliere le Camere o indire elezioni. Infine, in virtù del suo ruolo di garante dell’ordinamento, la prassi costituzionale gli conferisce margini di autonomia crescenti in particolari momenti di tenuta delle istituzioni: è ciò che succede in caso di crisi di governo, quando il Presidente tramite consultazioni verifica se in Parlamento esiste ancora una maggioranza di governo.

Cerimoniale

Sono i Presidenti di Camera e Senato a informare il neoeletto Presidente che, per l’art. 91, deve “prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune”. Le campane di Montecitorio suonano a festa, mentre dal Gianicolo vengono sparate 21 salve di cannone. Segue il discorso alla Nazione del Presidente che a bordo della Flaminia, storica auto presidenziale, giunge poi all’Altare della Patria per omaggiare il Milite Ignoto. Dopo il passaggio delle frecce tricolori, il Presidente viene scortato dai corazzieri fino al Quirinale per l’insediamento: qui riceve dal Presidente emerito le insegne di Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone, la massima onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica.

Dati e numeri

Nella storia d’Italia si sono succeduti dodici Presidenti della Repubblica: De Nicola è stato il primo nel 1948, mentre l’ultimo, dopo il settennato 2015-2022, è stato Mattarella, l’unico assieme a Napolitano ad essere eletto due volte consecutive. Ciampi e Cossiga sono stati i soli ad essere eletti al 1° scrutinio, mentre le elezioni più lunghe sono state quelle di Saragat, eletto al 21° scrutinio, e Leone, eletto al 23° scrutinio con 518 voti, ma con il tasso di preferenze più basso.

I Presidenti della Repubblica nella storia d’Italia.

Il più votato con 832 schede risulta Pertini, seguito da Mattarella al suo bis con 759 voti. Eccezionali sono state le dimissioni di Segni, colpito da ictus due anni dopo la sua nomina, e Leone per via di accuse infondate. L’ultima curiosità riguarda De Nicola, il primo a ricoprire la carica presidenziale pur se per un breve periodo, da gennaio a maggio 1948: già capo provvisorio dello Stato dal 1946, De Nicola promulgò la Costituzione ed assunse in via temporanea la presidenza.

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