PUBBLICO E PRIVATO: UN CONFINE FLUIDO?

Il rischio da scongiurare è che si verifichino situazioni di autoreferenzialità nel misurare il raggiungimento degli obiettivi

L’autista di un pullman di linea di una compagnia privata potrebbe essere tentato di non garantire il servizio pubblico di trasporto persone, saltando la fermata programmata in una piccola frazione di 500 abitanti.

La linea di confine tra settore pubblico e privato è in continua evoluzione. Decisori politici ma anche giornalisti ed opinionisti si chiedono spesso in quali ambiti il settore privato possa far meglio del settore pubblico.

E’ giusto chiederselo, e la risposta dipende da quanto è attendibile il sistema premi-punizioni preposto alla valutazione del caso. In astratto, il rischio da scongiurare è che si verifichino situazioni di autoreferenzialità nel misurare il raggiungimento degli obiettivi. Più concretamente, l’assenza di concorrenza in un comparto di mercato rappresenta lo scenario di maggiore inefficienza del settore privato. Una situazione che si verifica anche in caso di assenza di oligopolio, se gli attori economici fanno cartello o comunque riescono a dettare gli standard del mercato. 

La misura dell’inflazione può essere considerata come termometro del livello di concorrenza. Talvolta l’inflazione può sfuggire alle statistiche, contribuendo ad impoverire i cittadini. Ciò si è verificato ad esempio in America ed in riferimento a servizi fondamentali quali istruzione e sanità. Se una facoltà come Harvard e Stanford arriva a costare 50.000 dollari l’anno, diventa alla portata di pochi. O di un Einstein capace di vincere tutte le borse di studio, o del figlio di un ricco.

Sempre dell’inflazione vi è poca traccia del capitalismo sanitario: assicurazioni private, ospedali privati, case farmaceutiche.

Le associazioni dei consumatori sono legate a doppio filo con le associazioni sindacali. In Italia, Federconsumatori, Adiconsum e Adoc insieme valgono 262.000 tessere (dato 2013). Il loro ruolo è diventato sempre più rilevante grazie alla più recente introduzione dello strumento della Class Action nel nostro Paese. Spetta a queste istituzioni spendersi per la migliore precisione possibile del termometro dell’inflazione.

Oltre l’Italia, nel resto del mondo, la necessità di arbitrare un’arena globalizzata sempre più vasta, ha avuto come effetto l’espansione di un sistema di supranationalism privato. Il diritto privato e le regole di mercato contribuiscono congiuntamente a colmare lo spazio giuridico non coperto dal diritto pubblico in quanto non uniforme ma diverso da Paese a Paese.

L’esigenza di uniformità e di regole di mercato comuni sono all’origine di un new public management, che si concreta nell’adozione di strumenti di diritto privato da parte delle amministrazioni pubbliche e nell’integrazione di soggetti privati nell’attività amministrativa.

Nel mondo industrializzato l’attività di standardizzazione viene privatizzata per favorire l’armonizzazione tecnica. Le forme di partenariato pubblico-privato nella global governance sono divenute importanti soprattutto in settori quali sanità, sicurezza nucleare, protezione dell’ambiente, Internet e sport.

Vien ragionevolmente da chiedersi se le immunità e i privilegi generalmente riconosciuti alle organizzazioni internazionali debbano essere riconosciuti anche agli organismi privati. Un dibattito che può essere esteso alle modalità di reclutamento del personale presso le istituzioni menzionate. In effetti gli organismi privati non sono tenuti a seguire modalità di selezione del personale standardizzate.

Il concorso pubblico ha lontane radici in Oriente ed al tempo dei funzionari imperiali cinesi allora chiamati “mandarini”. Per diventare funzionari imperiali si doveva partecipare ad un rigoroso concorso pubblico e superare esami molto difficili. Il concorso era aperto ai sudditi di ogni ceto sociale, ma erano favoriti i giovani delle famiglie delle classi più elevate, che potevano garantire ai figli un’adeguata istruzione. La selezione si basava sulla cultura generale e sulla conoscenza dei testi del 6°-5° secolo a.C. del filosofo Confucio, della letteratura e della storia. La cultura era considerata, infatti, uno dei requisiti essenziali di un buon funzionario.

Nel settore pubblico, l’assenza di concorrenza ed il rischio di autoreferenzialità, se fuori controllo possono diventare effettivamente pregiudizievoli. Da dieci anni a questa parte, anche in Italia è finalmente sbarcato il Freedom of Information Act. Ogni amministrazione pubblica ha l’obbligo di pubblicare la sezione “Amministrazione Trasparente” sul proprio portale istituzionale.

Nella Sezione amministrazione trasparente sono pubblicati i dati e le informazioni previste dal Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 riguardante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. La sezione consente di avere immediatamente a disposizione le informazioni previste dalla norma anche ai fini dell’ “accesso civico“: uno strumento di democrazia efficace, se impiegato con saggezza.

PER SAPERNE DI PIU’

Chi governa il mondo?, Bologna, Il Mulino, 2013

Corruzione e anticorruzione. Dieci lezioni, con Enrico Carloni, Feltrinelli, 2018

Banche: possiamo ancora fidarci?, Collana Strade blu, Milano, Mondadori, 2016

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