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Slugging deriva dalla parola inglese slug, che significa lumaca. Ciò non ha nulla a che fare con l’uso della bava di lumaca, ingrediente che viene spesso utilizzato nei cosmetici. Si riferisce invece alla consistenza viscida del prodotto che viene spalmato sulla pelle.
Sebbene solo recentemente sia diventata un trend seguito da molti, da anni viene impiegata questa tecnica, in particolare come parte della K-beauty (la skincare coreana) per avere una glass skin, cioè una pelle “effetto vetro”.
La tecnica dello slugging consiste nello spalmare sul viso uno strato di prodotto a base di petrolati, come ad esempio la vaselina. L’obiettivo è di idratare profondamente la pelle creando una barriera che impedisce la TEWL (Trans-epidermal water loss), cioè la perdita d’acqua trans-epidermica, in modo da ridurre la disidratazione.
Questo trattamento può essere utilizzato con successo soprattutto nei freddi mesi invernali, o se si vive in zone particolarmente secche.
Quindi: sì, se si vuole provare lo slugging come “maschera notte” per avere la pelle più idratata il giorno seguente: l’effetto pelle morbida e nutrita è assicurato!
Quando invece è un no:
Per sfruttare al meglio lo slugging , ecco i consigli:
Ricordate: questo è un buon trattamento che si può fare con moderazione in caso di pelle disidratata. Se volete utilizzare prodotti senza petrolati, è possibile utilizzare altri unguenti a base grassa come il burro di karitè.
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Fonti:

Laureata in Farmacia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia UNIMORE. Innamorata della scienza, vorrei poter trasmettere agli altri la mia passione. Adoro viaggiare, conoscere nuove culture ed immortalare i momenti migliori con una fotografia. Sono convinta che la conoscenza renda liberi.