Da Tokyo a Olympia: le origini delle Olimpiadi

Viaggio nel tempo alla scoperta delle origini delle Olimpiadi: quella del 2021 è solo l’ultima edizione di una tradizione millenaria che affonda le sue radici nell’antica Grecia.

Nell’ultimo mese le Olimpiadi di Tokyo hanno catalizzato l’attenzione mediatica e non di tutto il mondo. Come sempre accade per i Giochi Olimpici anche l’edizione appena conclusa, forse la più complicata causa pandemia, si è rivelata un evento planetario con numeri da record: 205 paesi partecipanti, 33 sport, 50 discipline, 339 gare in programma ed oltre 10 mila atleti impegnati. In questo articolo noi di Antropia, spinti dalla curiosità e dall’entusiasmo per le medaglie d’oro vinte dall’Italia, abbiamo deciso di fornirti una panoramica sulla storia e le origini di questa gloriosa rassegna internazionale.

Le origini delle Olimpiadi

Sebbene quella disputata in Giappone sia stata la XXXII edizione è bene ricordare che i Giochi Olimpici, in realtà, hanno una tradizione molto più antica. Le origini delle Olimpiadi, infatti, vanno fatte risalire al 776 a.C., circa tremila anni fa. Siamo in Grecia, nella culla della civiltà, e più precisamente ad Olimpia, nella “Valle degli Dei”, al tempo uno dei più importanti luoghi di culto esistenti ed oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Qui ogni quattro anni, in estate, venivano celebrati dei Giochi in onore di Zeus, il padre degli Dei per gli antichi greci, che richiamavano atleti provenienti da tutta la penisola ellenica. Quelli celebrati ad Olimpia non erano i soli Giochi che al tempo venivano disputati, ce n’erano anche degli altri che venivano organizzati in città diverse per ingraziarsi i favori delle divinità, ma le Olimpiadi di Olimpia, appunto, erano senza dubbio le più importanti. A tal proposito basti pensare che in occasione dei Giochi venivano sospese perfino le guerre, era la cosiddetta ekecheiria, la “tregua sacra”, lasso di tempo in cui in tutta la Grecia si osservava un rigoroso periodo di pace.

Il sito archeologico di Olympia, dal 1989 patrimonio UNESCO

E’ con questo spirito che, sull’onda del ritrovamento delle rovine dell’antica città di Olympia a fine Ottocento, il barone francese Pierre de Coubertin, di professione sociologo, decise di riportare in auge le Olimpiadi che nel frattempo, nel corso dei secoli, erano andate perdendosi nell’oblio. Sulla base delle testimonianze che ci sono giunte, infatti, sembra che le Olimpiadi, eclissatesi per motivi culturali e religiosi con il passaggio dell’antica Grecia sotto il controllo dell’Impero Romano, siano state definitivamente sospese nel 393 d.C., anno in cui l’imperatore cristiano Teodosio I, ritenendo i Giochi una celebrazione troppo pagana, dopo mille anni di storia e 293 edizioni ne decretò la fine. Ecco dunque spiegato perché quando si parla di Olimpiadi spesso si sente l’espressione “Olimpiadi moderne” in contrapposizione appunto con quelle disputate nell’antichità.

Le Olimpiadi nell’antica Grecia

In origine le olimpiadi erano una sorta di manifestazione locale in cui l’elemento sportivo si intrecciava fortemente con quello religioso: i Giochi di Olimpia, infatti, erano un evento denso di processioni, cerimonie e sacrifici, ma prevedevano soltanto una gara di corsa, lo stadion, con gli atleti chiamati a gareggiare in velocità su un rettilineo di 192.27 metri.

L’ingresso dello stadion di Olympia che poteva ospitare fino a 45 mila spettatori

Nel tempo però le Olimpiadi crebbero di importanza, richiamando atleti da tutta la Grecia, e allo stadion si aggiunsero molte altre discipline: tra queste varie gare di corsa di differente lunghezza come il diaulos o il dolichos, il pugilato, il pancrazio (combattimento misto di lotta e pugilato), la corsa dei carri, quella dei cavalli e il pentatlon, un insieme di 5 gare che oltre alla corsa comprendeva salto in lungo, lotta libera, lancio del disco e del giavellotto. A differenza di quanto accade ai giorni nostri, inoltre, è importante sottolineare come ai Giochi potessero partecipare soltanto gli uomini greci liberi e che gli atleti non erano professionisti ma dilettanti che gareggiavano unicamente per la gloria: non esistevano trofei o premi in denaro e ai vincitori, oggetto di celebrazioni, poemi e statue, veniva solo cinta la testa da una corona di foglie d’ulivo.

La nascita delle Olimpiadi moderne

Detto delle origini delle Olimpiadi non sorprende dunque se le prime Olimpiadi dell’era moderna, organizzate dal neonato Comitato Olimpico Internazionale (CIO), vennero organizzate proprio in Grecia, laddove erano nate quindici secoli prima: i primi Giochi di Atene, disputati nel 1896, videro però la partecipazione di circa 250 atleti provenienti da tredici dei ventuno paesi che due anni prima avevano aderito al CIO. Nel corso degli anni i Giochi assunsero così le sembianze odierne non solo quanto a internazionalità di stati e atleti partecipanti ma anche quanto a discipline, regole, cerimoniale (fiamma olimpica, giuramento di atleti/giudici) e struttura: le prime Olimpiadi invernali vennero disputate nel 1924, a Charmonix-Mont-Blanc in Francia, mentre i primi Giochi Paraolimpici soltanto nel 1960 a Roma.

La bandiera olimpica con i cinque cerchi

A testimonianza dello spirito sportivo e delle nobili intenzioni con cui de Coubertin decise di restaurare i Giochi, inoltre, è importante sottolineare come la bandiera scelta dal CIO per simboleggiare i Giochi Olimpici abbia un significato ben preciso: i cinque cerchi di colori diversi chiaramente rappresentano i cinque continenti (blu: Oceania, nero: Africa, rosso: America, verde: Europa e giallo: Asia), mentre gli anelli, incastonati tra di loro, indicano, in modo intuitivo, l’unione, la pace e l’uguaglianza tra i popoli, valori che le moderne Olimpiadi come quelle antiche, attraverso lo sport, hanno sempre trasmesso.

Come ieri oggi, dunque, il filo rosso che da secoli lega l’antica Olimpia ai Giochi è più saldo che mai e tuttora il rito della fiamma olimpica, che attraversando il mondo giunge nella città sede delle prossime Olimpiadi, parte proprio da qui, dal tempio di Hera, dove moderne sacerdotesse simulano la cerimonia di accensione dell’originario fuoco sacro. Dopo Tokyo 2020, anzi 2021, l’appuntamento per le prossime Olimpiadi è fissato a Parigi 2024: nel frattempo, che sia nello sport o nella vita, non ci resta che fare proprio il motto delle Olimpiadi ideato da De Coubertin:

più veloce, più in alto, più forte, comunemente”.

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