Maradona

Diego Armando Maradona: genio e sregolatezza

Maradona, soprannominato El Pibe de Oro, è stato un’icona sportiva in cui si è incarnata compiutamente l’essenza di genio e sregolatezza.

Pochi sport, e più in generale poche attività, sono in grado di emozionare, elettrizzare gli animi e trascinare le folle come il calcio. Diego Armando Maradona è stato indubbiamente, con il brasiliano Pelè, il calciatore più talentuoso e carismatico mai apparso sui campi di calcio. Un’autentica icona l’Argentino, che con le sue magie ha deliziato le platee mondiali.

Classe 1960, nasce indigente in Argentina e trascorre un’infanzia molto travagliata per via delle ristrettezze economiche. Ben presto, però, l’occasione del riscatto: viene a galla il suo estro inimitabile che lo porta a rivestire giovanissimo la maglia bluceleste dell’Argentina. L’eco della sua formidabile classe si riverbera in Europa, dove viene acquistato dal Barcellona. Trova la sua consacrazione nel 1984 quando venne acquistato dal Napoli; poco prima nel 1982 aveva partecipato al Mondiale di Spagna vinto dagli azzurri. Pensate che a nemmeno 24 anni, soltanto per vederlo, in quella assolata ed inospitale estate, si presentarono allo Stadio San Paolo 80000 spettatori. Da quel momento iniziò un’ascesa vertiginosa che portò a due scudetti vinti col Napoli, una coppa europea a Stoccarda e soprattutto il Mondiale vinto con l’Argentina nel 1986 dove restarono storici il goal fatto furbescamente di mano (“la Mano de Dios”) con la nemica storica Inghilterra ma anche il più bel goal mai visto sui campi di calcio, con 6 inglesi saltati come birilli.

Con la palla al piede Diego Armando era capace di qualsiasi cosa e col suo sinistro disegnava traiettorie divine; aveva una capacità prodigiosa di surclassare gli avversari ed un carisma naturale, da capopopolo. Amatissimo dai compagni che lo difendevano allo spasimo dai truci giocatori avversari. A Napoli ancora oggi viene venerato come un Dio: la città partenopea a distanza di 30 anni è sempre tappezzata da suoi poster giganti e gli è stata persino perdonata la sua tendenza ad una vita torbida con esponenti della malavita campana.

Un vero e proprio mito Maradona, perché tipo tutto cuore, passione ed in grado di ottenere con semplicità impressionante quello che per altri è stato impossibile. Muore giovane anche per via di una vita condotta in modo dissoluto. Amatissimo da tutti gli appassionati di calcio, resta un genio inarrivabile.

4 thoughts on “Diego Armando Maradona: genio e sregolatezza

  1. Gentile Autore, Maradona è stato UNO dei calciatori più talentuosi del calcio mondiale anni 80. A parità di bagaglio tecnico e di successi, individuali e di squadra, ce ne sono altri che hanno fatto anche meglio di lui.
    L’elemento di differenza è una stampa favorevole e i racconti enfatizzati dei suoi tifosi/ammiratori.

  2. Bell’ articolo, di grande impatto emotivo, ma storicamente impreciso: immenso talento, ma ‘il più grande ” oggettivamente no… “inarrestabile ascesa” solo a livello mediatico, in campo ha sempre avuto un rendimento altalenante; infatti i suoi anni migliori sono il secondo ed il terzo in Argentina, con la parentesi del mondiale 86. E come sempre vengono tralasciate le modalità delle sue vittorie, senza le quali si parlerebbe di lui in ben altri toni

  3. Oggetto di culto agiografico che trascende i reali meriti sportivi, Maradona è annoverabile a buon titolo nel pantheon pop trash al pari di Che Guevara, Madre Teresa, Freddie Mercury, Princess Di, Gianni Versace e John Holmes.
    Ma l’eccellenza pedatoria sta altrove.

  4. forse conoscete poco Diego Armando Maradona. Quello che ha rappresentato. Il suo carisma e la capacità di prendersi una squadra sulle spalle. Domandate a chi ha giocato con lui. Anche grandi campioni ma ammaliati dalla sua grandezza. Maradona aveva una plasticità fisica, movenze, velocità che io ho riscontrato forse nel solo Pelè. Con la differenza che quando giocava Dieghito il calcio era molto più difficile, più veloce. Io invece penso che Diego Armando Maradona è stato ancora più grande di quello che ha dimostrato. E’ stato frenato da una vita privata sregolata ma sul rettangolo di gioco non ha avuto eguali. Era sublime. Un genio e Madre Natura lo aveva dotato della capacità di dare gioia estrema al popolo. Sarà ricordato in eterno

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