Una foca in giardino

Che cos’hanno in comune una foca, un cane e un orso? A prima vista niente, ma se li osserviamo più da vicino potremmo scorgere qualche caratteristica comune.

A qualcuno di voi sarà capitato di incappare in quell’immagine del cane avvolto nella coperta e “travestito” da foca; girava parecchio un po’ di tempo fa sui social e, personalmente l’ho trovata simpatica (non so se il cane la pensasse allo stesso modo).
Questa foto forse vi ha spinto a chiedervi se ci sia una qualche relazione tra animali così diversi.

È la stessa domanda che si pongono Topolino e Pippo nella storia “Topolino e le foche orecchiute” (Almanacco Topolino n° 304 del 1982). I due amici decidono di andare a trovare un professore che sta svolgendo delle ricerche sulle foche. Il trio, accompagnato da Pluto, parte per un viaggio al fine di ritrovare gli ultimi esemplari di “foche orecchiute”, per poter dimostrare che discendono dai cani. La teoria del professore si basa sulla somiglianza fisica tra i due animali, togliendo la coda al cane e aggiungendo le orecchie alla foca risulta un animale che è un po’ l’uno e un po’ l’altro. Sappiamo però che le somiglianze sono ingannevoli e possono derivare da fenomeni di convergenza evolutiva, che talvolta accomunano specie lontanissime tra loro. Per uno scienziato, al di fuori di Topolinia, sarebbe quindi difficile dimostrare la parentela tra due animali solo grazie ad una presunta o reale somiglianza fisica.

Convergenza evolutiva

La convergenza evolutiva è un fenomeno che si può verificare quando due specie vivono in ambienti simili e/o occupano la stessa nicchia ecologica. In questo caso le specie saranno sottoposte a una pressione evolutiva simile, in altre parole dovranno affrontare gli stessi problemi per sopravvivere. Talvolta questa situazione porta specie molto diverse tra loro a sviluppare strategie comuni per sopravvivere nel proprio ambiente. 
Un esempio? Per nuotare squali, balene e pinguini, animali molto diversi tra loro, utilizzano delle strutture simili: le pinne. Nei pinguini, le pinne derivano da ali modificate, mentre nelle balene dagli arti anteriori di un antenato quadrupede. Se si basasse la classificazione solo su questa somiglianza potremmo pensare di inserire questi organismi in un gruppo comune, mentre sappiamo che lo squalo è un pesce, la balena un mammifero e il pinguino un uccello (buffo).

Quindi la presenza di una o più caratteristiche simili non può essere la sola discriminante ai fini della classificazione. Al contrario, i moderni sistemi di classificazione si basano molto su informazioni molecolari e analisi del DNA degli organismi, per indagare le presunte “parentele”.

E le foche?

L’ipotesi del nostro professore non è però del tutto campata in aria, infatti cani e foche sono davvero “parenti alla lontana”. Appartengono entrambi ai Caniformi, un sottordine dei Carnivori. Le foche sono parte della superfamiglia dei pinnipedi, insieme a trichechi e otarie, mentre la famiglia dei canidi contiene volpi, lupi e cani (appunto). Le foche sono mammiferi semi-acquatici, si procurano il cibo in acqua, ma sono legati alla terraferma per la riproduzione. I Cetacei, ad esempio, vivono esclusivamente in acqua mentre gli Ursidi vivono quasi esclusivamente sulla terraferma.

Quindi potrebbe essere corretto dire che le foche discendono dai cani?
Mi dispiace deludervi, ma no. Dire che le foche discendono dai cani, intendendoli come i moderni amici dell’uomo è fuorviante, perché implica che un cane sia in qualche modo il progenitore di una foca o si sia “trasformato” in foca. Se volessimo individuare una relazione ancestrale tra questi organismi sarebbe più corretto ipotizzare che cani e foche possano avere un antenato comune. L’idea non sta in piedi neanche dal punto di vista temporale. I ritrovamenti fossili ci dicono che i primi Caniformi risalgono a più di 40 milioni di anni fa, successivamente si sono differenziati prima i Canidi, poi gli Ursidi (orsi) e infine i Pinnipedi. L’ipotesi più accreditata è che le foche discendano da un antenato terrestre simile all’orso. Quindi foche e cani sono effettivamente parenti, ma non possiamo dire che le foche discendono dai cani o viceversa.

La “prima foca”

Le foche sono mammiferi che sono tornati a vivere in ambiente acquatico dopo che i loro antenati avevano abitato per lungo tempo la terraferma. La transizione da animale terrestre ad acquatico non è stata certo rapida e non dobbiamo aspettarci che, ad un cucciolo di orso, siano spuntate le pinne dal nulla. La pressione selettiva ha probabilmente favorito la sopravvivenza a quegli antenati delle foche che vivevano vicino all’acqua e che se la cavavano meglio con questo elemento. Con il tempo le caratteristiche fisiche che consentivano all’animale di nuotare con maggiore agilità o cacciare più agevolmente in acqua sono diventate più frequenti, fino a far “comparire” foche e otarie. Una parte della storia evolutiva di questi animali ci viene raccontata da un fossile.

Nel 2009 è stato trovato uno scheletro ben conservato nell’Isola di Devon in Canada, risalente a circa 20 milioni di anni fa. L’animale è stato battezzato Punjijila darwini e somigliava probabilmente ad una specie di grossa otaria o a un orso con la coda, aveva una struttura massiccia, coda lunga e si muoveva a quattro zampe. Punjijila darwini non è un antenato diretto delle moderne foche, ma ci da l’idea di come dovessero essere i primi Pinnipedi, prima che gli spuntassero delle vere e proprie pinne.
Il ritrovamento di Punjijila darwini è particolarmente importante perché ci racconta come doveva essere la vita degli antenati dei moderni Pinnipedi. Si trattava di organismi carnivori, i cui parenti più prossimi attualmente viventi sono gli orsi e i mustelidi. Probabilmente erano animali strettamente terrestri, che occasionalmente si trovavano a cacciare in acqua e che si sono progressivamente adattati alla vita acquatica.

Possiamo quindi concludere che foche e cani hanno effettivamente un qualche tipo di parentela, ma piuttosto remota. Non si tratta di una discendenza diretta, ma piuttosto di un collegamento nella storia evolutiva. L’ipotesi del nostro professore quindi non può essere confermata.
Le foche orecchiute però esistono…sono le otarie.

Per approfondire:

https://www.nationalgeographic.com/science/article/puijila-the-walking-seal-a-beautiful-transitional-fossil

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