Una faccia della Gnosi

In questo articolo esploriamo la Gnosi, in particolare una parte del complesso insieme di dottrine esoteriche sviluppate attorno al Cristianesimo

Gli articoli sulla religione ci piacciono molto. Mi ha sempre affascinato il modo in cui, dalle lontananze abissali del pozzo del tempo, come direbbe Thomas Mann, le civiltà abbiano declinato la tendenza all’infinito verso una moltitudine di particolarità, contorni, confini. Il mio interesse è antropologico e folkloristico, quello di uno scettico che osserva il fenomeno religioso, in particolare cristiano, e i suoi sviluppi con lo stesso piacere con cui si può leggere una favola di Andersen, ragion per cui questo articolo non ha alcuna finalità propagandistica. Quello della gnosi in tal senso è un terreno particolarmente prolifico.

L’intento di questo articolo è quello di distribuire qualche chicca che forse non tutti conoscono in merito al vastissimo mondo della gnosi, ossia della conoscenza esoterica che ha visto alcune sette dipanarsi dai più grandi cristianesimo o ebraismo e non solo. D’altra parte di stampo esoterico erano anche alcuni culti misterici e pagani a cui l’Europa deve una parte molto piccola proprie radici.

Tutte le culture umane della Terra hanno riversato la propria spiritualità in religioni o filosofie spirituali caratterizzate da culti e rituali

L’origine dei Vangeli

Si dice che in principio esistesse una raccolta originaria delle parole di Gesù, una fonte alla radice di tutti i vangeli e delle opere annesse; in realtà ormai è quasi certo che i vangeli non furono scritti dagli apostoli, che erano analfabeti, e neanche da contemporanei di Gesù (ad esempio il Vangelo secondo Marco, il primo ad essere scritto, sarebbe stato composto tra il 65 e l’80 d. C.). La teoria più accreditata è che furono frutto di voci e storie che circolavano nell’impero romano da decenni, raccolti in forma scritta più tardi da alcuni cristiani eruditi.

I nomi degli apostoli vennero inseriti nel II secolo dai cristiani per sostenerne l’origine apostolica. La canonicità dei testi cristiani ebbe inizio intorno al 313 dopo Cristo, quando l’Imperatore romano Costantino abbracciò la religione cristiana e chiese ai capi della Chiesa di dare unità alla storia di Gesù. Ciò avvenne a partire da svariati concili tra i massimi esponenti della teologia, tra cui quello di Arles nel 314 e quello di Nicea nel 325. Il denaro per la per la trascrizione evangelica fu investito soltanto per i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, i 4 oggi riconosciuti come canonici. Dal momento che non vennero stanziati fondi per tradurre altri vangeli, essi caddero in disuso fino a sparire, e sono i vangeli apocrifi.

Il corpo biblico fu ultimato soltanto svariati secoli dopo la morte di Cristo, a seguito di numerosi dibattiti tra grandi teologi

Che cos’è la Gnosi?

La visione gnostica è profondamente impregnata di esoterismo e “strana” per chiunque sia poco avvezzo a questo genere di cose (ma forse non per chi ama il fantasy). Secondo la gnosi gli esseri umani sono delle gocce di luce cadute da Sofia, un mondo di luce, al mondo del caos, dove la luce è avvinta dalle catene dell’oblio. Il salvatore, ossia Gesù, è venuto dal Plerum o Pleroma, dalla pienezza della manifestazione divina per liberarci dalle catene che ci avvinghiano al mondo materiale.

Nei vangeli gnostici il salvatore racconta che quando scese per liberare le gocce di luce attraversò un temibile luogo di mezzo, infestato da potenze negative animate da bramosia, ira e ignoranza. La liberazione, come si può intuire, avviene per opera della gnosi, ossia della conoscenza nel senso più spirituale ed escatologico del termine. Una volta presa consapevolezza di sé, gli esseri umani, in quanto gocce di luce, possono riunirsi alle altre scintille di luce disperse, costituendo così l’anima mundi, il regno della luce.

Quello della conoscenza come strumento liberatorio è un leitmotiv che ritorna nei mistici greci con il fantomatico motto “gnothi seauton”(conosci te stesso), con Nietzsche e con il concetto di individuazione di Jung, psicologo e intellettuale decisamente più dedito all’esoterismo.

La complessa ed erudita filosofia di Jung è in buona parte fondata sugli slanci esoterici di tribù vissute in ogni epoca

Il Gesù degli gnostici è un sapiente, venuto non per spiegare ma per illuminare. E’ un uomo simbolo del Pleroma e da cui si è staccato per riaccendere la scintilla che ognuno ha dentro di sé, per far diventare l’uomo un essere pleromatico. Non troviamo nei vangeli gnostici un Cristo discorsivo, come in Matteo, in Marco ma anche in Giovanni, che è il più gnostico degli evangelisti; bensì troviamo un Cristo che si esprime in maniera epigrammatica.

La Gnosi e gli anni perduti di Gesù

A corredo di questa trattazione non posso non citare teorie improbabili in merito a cosa abbia fatto Gesù dai 12 ai 30 anni, l’arco di tempo in cui nei testi ufficiali vi è il vuoto più totale. Ebbene, alcune delle versioni più divertenti riportano che abbia viaggiato in America o in Oriente. In particolare, secondo un testo, Cristo andò ad insegnare in India per sei anni, insieme ai Brahmini, i sommi sacerdoti della religione indù. La sua permanenza durò fino a quando non iniziò a predicare qualcosa che andava contro il rigido sistema delle caste, predominante in India. A quel punto i saggi decisero di ucciderlo e Gesù, una volta venuto a conoscenza del piano, fuggì via. Secondo altre versioni andò dai monaci tibetani.

Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, San Pietroburgo. {Costruzione iniziata nel 1883}

I vangeli gnostici si sono sbizzarriti anche per quanto riguarda la morte di Gesù. Una delle versioni più provocatorie della sua morte è quella proposta da Basilides, uno gnostico egiziano del II secolo. Secondo lui Cristo non sarebbe mai morto sulla croce; al suo posto sarebbe stato crocifisso un sostituito, una vittima innocente messa lì dallo stesso Gesù, per la precisione l’uomo che gli diede una mano nel portare la croce: Simone da Cirene. Avvenne insomma uno scambio di persona. Nell’apocalisse di Pietro Gesù scompare dalla croce, ricompare davanti a Pietro e deride poi i romani, che pensano ingenuamente di poter crocifiggere il figlio di Dio. Per i vangeli gnostici Gesù era una figura ultraterrena, pertanto era impossibile che fosse giustiziato dagli uomini.

Sulla stessa lunghezza d’onda di quanto scritto precedentemente si colloca il vangelo di Giuda, nel quale l’Iscariota, anziché essere l’arcinemico traditore della storia, è la figura che libera Gesù dall’oppressione del corpo e gli permette di involarsi verso un mondo di luce. E’ dunque un eroe, pertanto Cristo decide di rivelargli la verità: non esiste soltanto il dio venerato dai discepoli. Ce n’è un altro. Nello specifico il primo sarebbe un falso dio, a cui i figli di Adamo, dotati di un’anima sporca e mortale e generati da un angelo del caos, dedicano culti e attenzioni. Il dio immensamente superiore è invece lo Spirito supremo a cui ci si ricongiunge dopo la liberazione dalla carne.

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