Smart City

Le città abbondano di dati e ambienti cyber-fisici con un incredibile potenziale di creazione di valore per i suoi abitanti. Sensori e videocamere, tutt’intorno a noi, rendono le città sempre più smart.

Immagina di arrivare al lavoro in orario senza rimanere bloccato nella congestione del traffico. Immagina di trovare il posto perfetto per parcheggiare senza doverlo cercare. Immagina di controllare i tuoi elettrodomestici sempre e ovunque. Tutto si muove in modo intelligente: case, automobili, industrie, sanità e agricoltura.

Un tempo, questi sistemi erano un mito che si mostravano solo nei film hollywoodiani ma con l’ascesa di Internet e di sistemi ad apprendimento automatico, il mondo si è trasformato rendendo possibili iniziative come le smart city.

La concettualizzazione di Smart City può variare da città a città e da paese a paese a seconda del livello di sviluppo. Smart City è un’area urbana che utilizza le tecnologie dell’informazione per facilitarne il sostentamento e la vivibilità il cui obiettivo è quello di aumentare l’efficienza operativa, condividere le informazioni con il pubblico e migliorare sia la qualità dei servizi governativi che il benessere dei cittadini.

Creare dunque una società che possa operare in modo efficace ed efficiente facendo un uso equilibrato delle infrastrutture attraverso l’intelligenza artificiale. Il concetto di Smart City si basa sull’uso dell’intelligenza artificiale, servizi basati su cloud e dispositivi IoT (Internet of Things) come sensori, luci e contatori, tutti connessi gli uni agli altri, per raccogliere e analizzare i dati. Le città quindi utilizzano questi dati per migliorare i servizi pubblici.

Qualsiasi città può essere trasformata in una Smart City con il supporto di tecnologie IoT gestiti da algoritmi di machine learning. L’IoT si riferisce ad una condizione in cui le cose (oggetti, ambienti, veicoli, strutture) avranno sempre più informazioni ad esse associate e potrebbero avere la capacità di percepire, comunicare, creare reti e produrre nuove informazioni, diventando parte integrante di Internet.

Un’analisi con AI su big data può garantire che gli abitanti di una città intelligente arrivino da un punto all’altro della stessa nel modo più sicuro ed efficiente possibile. Los Angeles è una delle città più congestionate al mondo ma ha installato sensori di superficie stradale e telecamere a circuito chiuso che inviano aggiornamenti in tempo reale sul flusso del traffico a un sistema di gestione centrale. Gli aggiornamenti sono utilizzabili da automobilisti e amministratori della città per prendere le migliori decisioni sulla viabilità.

L’adozione dell’AI nella gestione dei rifiuti, inoltre, può rendere la città più sostenibile attraverso un riciclaggio intelligente. Un esempio potrebbe essere quello del sistema di Barcellona che ha sensori e dispositivi montati sui bidoni dei rifiuti: questi, poco prima di arrivare al limite di riempimento, inviano notifiche alle autorità per spedire i camion di raccolta differenziata.

In molte città del mondo si stanno diffondendo lampioni con sensori per rilevare la presenza di persone vicine e/o connesse alla rete – in modo da illuminare consumando energia solo quando (e se) ce n’è bisogno (illuminazione intelligente). In generale, con l’AI alleata della Smart City, la città può conoscere, gestire e regolare meglio il consumo di energia, acqua e altre risorse, e prendere decisioni sulla base di quello che succede in tempo reale.

Sensori e big data possono aiutare a monitorare al meglio e prevedere possibili problemi di origine naturale (allagamenti per esempio) e a tener sott’occhio, con precisione, i livelli di inquinamento.

Secondo il McKinsey Global Institute, tecnologie come l’AI possono aiutare a ridurre le emissioni fino al 15%, il consumo di acqua fino al 30% e il tempo medio di viaggio in auto per lavoro fino al 20%.

La sicurezza urbana, invece, contro il crimine e il terrorismo, già ora è favorita dalle tecnologie di intelligenza artificiale. Grazie al riconoscimento dei volti, un sistema di telecamere può essere utilizzato per rendere l’identificazione di un ricercato, confrontandone l’immagine o l’identikit in possesso degli inquirenti con il database di patenti, carte d’identità e passaporti.

Le telecamere del Regno Unito sono dotate di algoritmi in grado di scovare il ricercato ovunque, rilevando anche situazioni sospette (persone che fuggono, persone armate, rumori di esplosivi e arma da fuoco).

Il riconoscimento facciale può inoltre accelerare i controlli di sicurezza negli aeroporti, a vantaggio di tutti. Comincia ad essere usato per questi motivi in un numero crescente di città (dal 2019 anche in Italia, a Milano Linate e Malpensa).

L’AI può trascrivere tantissime intercettazioni telefoniche in poco tempo e analizzarle in automatico evidenziandone le parole sospette (la CIA se ne serve già per le indagini antiterrorismo).

Già da tempo le telecamere montate a bordo delle auto della polizia (o su droni) possono rilevare con grande precisione le targhe dei veicoli, per identificare casi sospetti. Con estrema rapidità riconoscono il colore, il tipo, la marca, il modello ed analizzare in quale direzione e velocità si sta muovendo, facilitando le indagini.

Le crime map o mappe del crimine, piuttosto diffuse negli Stati Uniti, inglobano i dati relativi a crimini e arresti degli anni passati con informazioni ad esempio sul consumo di droga. La mappa della città ha segnato le aree a più alta densità criminale, cosicché i presidi ed i pattugliamenti della polizia si concentrano in quelle aree in cui l’AI segnala la più alta probabilità del verificarsi di crimini.

Il concetto di smart city non è statico, si evolve nel tempo e coinvolge capitale umano, capitale sociale, infrastrutture e tecnologie avanzate nella realizzazione di un ambiente sostenibile.

Tutto bene quindi? Sino a un certo punto. Chiunque di noi sa quanto sia difficile avere a che fare con un mondo intelligente, a cominciare dalle migliaia di password che ormai ci angosciano quotidianamente. Ogni servizio ne richiede una, spesso con procedure diverse. Tutto è diventato più semplice, ma alla fine la nostra vita è, per altri aspetti, sempre più precaria, stressante e faticosa. Alle comodità ci si abitua e difficilmente ci si riesce a rinunciare quando accade qualche inevitabile imprevisto.

L’altro aspetto è legato alla privacy. Oramai siamo diventati trasparenti nei nostri gusti, abitudini e passioni. Controllati da mille telecamere e sensori che hanno in teoria il compito di renderci più sicuri e comodi. Ebbene sì, ogni cosa ha un prezzo, anche l’intelligenza. Il rischio è quello di vivere più che in una smart city in un grande fratello.

L’esistenza di strategie esplicite per le città intelligenti non è uniforme in tutto il mondo. Intanto, l’impiego di queste tecnologie diventa sempre più diffuso, nonostante le sfide tecniche e sociali che emergono insieme alla promozione di tali tecnologie e pratiche nei contesti urbani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.