Seguire la natura: perché abbiamo bisogno della wilderness?

Cosa vuol dire seguire la natura e perché dobbiamo? Riprendiamo alcune riflessioni di Holmes Rolston III su etica e wilderness.

“Seguire la natura” è il motto implicito di una retorica che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede. La sua diffusione si deve anche alla crescente sensibilizzazione di ampie fasce della popolazione su tematiche ecologiste quali la salvaguardia dell’ambiente e l’ecosostenibilità, ma spesso l’uso che se ne fa prescinde dalle dovute riflessioni che andrebbero elaborate in merito alla questione, il più delle volte si presentano semplicemente, non senza contraddizioni, la “natura” e ciò che è “naturale” come valori assoluti da perseguire a ogni costo. Ma in che senso dovremmo seguire la natura?

Banalmente potremmo asserire che l’essere umano dovrebbe seguire la natura per il semplice fatto che ignorando e violando le leggi su cui si fonda la vita sul nostro pianeta ne va inevitabilmente del nostro benessere. Eppure, anche se questa giustificazione omeostatica non ha alcuna implicazione morale, non è data affatto per scontata vista la situazione in cui ci troviamo.

Se invece ritenessimo che è nostro dovere comportarci in maniera da seguire gli esempi che la natura ci offre non saremmo degli esseri moralmente migliori. Infatti la natura, fatta eccezione per la specie umana, dà esclusivamente esempi di azioni amorali e spesso immorali. Insomma, se si imitasse in ogni caso la natura ci si ritroverebbe in uno stato di imbarbarimento, lontani dagli ideali propri di una società umana.

Secondo molti, però, la natura possiede un valore intrinseco. Per il filosofo Holmes Rolston III, l’essere umano ha bisogno della natura selvaggia visto che ci permette di entrare in contatto con valori indipendenti dal nostro agire, per questo è adatta alla contemplazione e alla nostra rigenerazione. La varietà e la ricchezza della natura hanno di per sé un valore estetico e, quando non troviamo la bellezza in una forma di vita, riscontriamo comunque un valore naturale che ci spinge a rispettarla. Stando così le cose, seguire la natura vorrebbe dire calibrare le nostre azioni facendo rientrare i suoi valori tra i nostri obiettivi.

Un altro senso che si può attribuire al principio per cui si dovrebbe seguire la natura è quello educativo. In questo caso la natura ci insegna a vivere bene, e non possiamo farlo se non riconosciamo alla vita la sua naturalità:

«Immerso nella wilderness, sono spinto a ricordare quello che la cultura, invece, mi porta a
dimenticare, che io ho radici naturali. Attribuisco un valore all’esperienza che mi porta ad
apprendere questa verità dimenticata. Ma più ancora, io attribuisco un valore alla wilderness, da
cui sono uscito nel corso dell’evoluzione della vita e in cui continuo a vivere dal punto di vista
ecologico. Ricordare le nostre radici, la nostra genesi, è un’esperienza ricca di valore, a cui la wilderness ci costringe» (H. Rolston, III, I valori sono diventati selvaggi, p. 195).

Oggi questa esperienza educativa presa in considerazione da Rolston viene perlopiù fatta in vesti di turisti, non bisogna dimenticare, però, che:

«la natura selvaggia in sé è dotata di valore intrinseco in quanto sorgente, forza generatrice. Produce valori quando dà origine a esperienze, ora, nei suoi visitatori, ma ha prodotto nel tempo valori, nella storia evolutiva, negli equilibri ecologici, che confluiscono in questi visitatori» (H. Rolston, III, I valori sono diventati selvaggi, p. 195).

La vita ha origine dalla natura ed è legata ad essa, per questo le nostre scelte dovrebbero essere coerenti a quella che è la realtà, ovvero che una parte della natura è distruttiva e va contro la vita, ogni forma vivente deve combattere contro il proprio ambiente per poter sopravvivere. Certo, i mezzi per riuscirci sono essi stessi forniti dalla natura, è pur sempre grazie a questa che è sorta anche la cultura. Rolston afferma:

«La terra uccide i propri figli, cosa che a prima vista sembra a negazione di ogni valore, ma genera ogni anno un nuovo raccolto al loro posto. Questo impulso in favore della vita, della generazione di vita nuova, è il miracolo più sorprendente, più selvaggio, più ricco di valore» (H. Rolston, III, I valori sono diventati selvaggi, p. 212).

I passi citati dal saggio di Holmes Rolston III, Values Gone Wild, sono tratti dalla traduzione italiana presente in R. Peverelli (a cura di), Valori selvaggi. L’etica ambientale nella filosofia americana e australiana, Medusa, 2005, pp. 181-241. Per altre proposte di etica ambientale vedi: Etica ambientale: è possibile una teoria antropocentrica? e L’etica della terra: una proposta di etica ambientale ecocentrica.

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