Lattoferrina: tra verità e fake news

Ne abbiamo sentito tanto parlare di recente, soprattutto in relazione alla pandemia da Covid-19. L’argomento del momento è la lattoferrina.


Lo scorso anno è stato un anno tosto, lo sappiamo tutti. E si sa, quando si è nel mezzo di una pandemia che sta devastando il mondo e non si hanno risposte certe e tranquillizzanti sul futuro… Beh, il delirio è pronto a scatenarsi.
Scusate questa ventata di ottimismo.

In questo mix di emozioni, paure, dubbi e speranze, ogni giorno abbiamo letto notizie diverse. Un giornale che pubblica una notizia sconvolgente un giorno, viene contraddetto da un altro il giorno seguente. Districarsi in questo universo di informazioni che si rincorrono non è per niente facile.

Arriviamo quindi a settembre, quando si inizia a parlare ovunque di lattoferrina.
Chi la presenta come cura per il Covid, chi come panacea di tutti i mali, chi come un miracolo.

Chi invece, dall’altro lato, ne parla come se la lattoferrina fosse il Demonio, l’Innominato o Voi sapete chi.

Qual è la verità? Cosa sappiamo davvero a proposito della lattoferrina?
Ve lo racconto.

Cos’è la lattoferrina?

La lattoferrina è una glicoproteina multifunzionale che il nostro corpo è in grado di produrre. Appartiene al sistema di difesa aspecifico dell’immunità innata.

Dove si trova?

La lattoferrina si trova nelle secrezioni mucose che comunicano con l’esterno, e quindi possibili zone di accesso per i patogeni.

È presente a concentrazioni più elevate nel colostro, ma anche nel latte, nella saliva e nelle lacrime. Viene inoltre rilasciata dai granulociti neutrofili, “soldatini” del nostro sistema immunitario che combattono le infezioni.

Una scoperta nuova?

Solo in tempi recenti la lattoferrina ha acquisito notorietá ma è ben lontana dall’essere una “novitá”.

Le prime pubblicazioni risalgono infatti al 1963.

Covid-19 non è l’unico patogeno preso in considerazione negli studi sulla lattoferrina, anzi sono vari i microrganismi che sono stati studiati in relazione a questa molecola: Clamidia, Zika, Staphylocuccus aureus e altri.

La sua importanza

La lattoferrina è in grado di “colonizzare” le mucose del neonato, aiutando a proteggerlo dalle infezioni, soprattutto quelle gastrointestinali. Favorisce inoltre lo sviluppo della flora batterica “buona”.

Il sistema immunitario

Numerosi studi in vitro hanno dimostrato le numerose proprietà della lattoferrina. Tra queste si annoverano:

-Proprietà immunomodulanti (prodotta e rilasciata dai granulociti neutrofili per difendersi durante le infezioni)

-azione antibatterica (anche diretta)

-antivirale

-antifungina

-antinfiammatoria

-antiossidante.

L’azione ferro-transportatrice

Una delle sue azioni principali è la capacità di legare il ferro: in questo modo viene sottratto a quelle specie microbiche dannose che lo userebbero per il loro metabolismo.

L’attività antivirale

La lattoferrina svolge le sue azioni dopo essersi legata ad alcuni recettori sulla membrana della cellula. Alcuni studi in vitro hanno dimostrato che sono diversi i virus che sembrano legarsi agli stessi recettori della lattoferrina per entrare all’interno della cellula.

Si crea quindi una “competizione recettoriale” tra lattoferrina ed altri virus, che non potendo legare il recettore già occupato dalla lattoferrina, non riescono ad entrare nella cellula.

Tra i virus più studiati l’Herpesvirus, l’HIV, il Citomegalovirus.

Lattoferrina e Covid-19

L’Università di Tor Vergata ha effettuato uno studio pilota a partire dal quale l’interesse sull’azione della lattoferrina nei confronti del coronavirus è andato aumentando.

IPOTESI: I bambini contagiati dal Covid-19 hanno avuto sintomi più lievi rispetto agli adulti e raramente manifestavano sintomi clinici gravi.

Gli scienziati si sono dunque posti la seguente questione:
La lattoferrina, presente nel latte materno, potrebbe essere un fattore protettivo?

In questo trial clinico (limitato) è stata somministrata una formulazione di lattoferrina liposomiale sia per via orale che intranasale. Il risultato è stato una riduzione dei sintomi clinici con negativizzazione del tampone già 12 giorni dopo il trattamento.

Quindi largo interesse ha posto al centro la lattoferrina, nella speranza che possa essere una possibilità da considerare per i pazienti asintomatici e paucisintomatici ed ipoteticamente anche come prevenzione.

Sebbene i risultati siano molto interessanti, sono necessari ulteriori studi clinici completi per poter giungere a conclusioni!

Un interesse mondiale si è creato attorno a questa ricerca, e vari studi in fase iniziale stanno cercando di approfondire (nella speranza di consolidare) la tesi sostenuto dall’Università di Tor Vergata.

In conclusione, la lattoferrina è una molecola dalle proprietà interessantissime, e attendiamo con ansia ulteriori studi a proposito del Covid-19.


Ricordate però: al momento non esiste nulla che possa prevenire con certezza o curare il Covid. Tranne il vaccino.

Se vi interessa l’argomento, potete vedere un video dove insieme alla mia amica e collaboratrice Francesca vi parliamo della lattoferrina:
https://www.salustore.com/blog/

Qui vi parlo di un altro argomento che ha fatto scalpore recentemente, ecco un suggerimento: la conoscete più o meno tutti.

Per qualsiasi domanda, scrivetemi!

Fonti:

Hiroyuki Wakabayashi, Hirotsugu Oda, Koji Yamauchi, Fumiaki Abe,
Lactoferrin for prevention of common viral infections,
Journal of Infection and Chemotherapy

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