L’arte di saper respirare

L’importanza della respirazione diaframmatica e del tono vagale per il benessere quotidiano e per la regolazione emotiva

Spesso da piccoli ci si nascondeva dietro la porta o sotto il letto, cercando di respirare appena per essere silenziosi.

Se abbiamo paura di essere scoperti, o in una situazione di rabbia, moduliamo il respiro in relazione al momento specifico. In un individuo sano, la respirazione profonda (ottimale) dovrebbe riattivarsi naturalmente quando la situazione di tensione si conclude.

Malgrado fin da bambini sappiamo farlo naturalmente, spesso perdiamo la capacità di respirare in maniera ottimale o profonda. A causa del reiterarsi di situazioni spiacevoli o modalità di gestione dello stress basate sul controllo.

Tutte le discipline incentrate sul corpo: yoga, mindfulness, biodanza e gli approcci psicoterapeutici come la psicologia funzionale hanno come fulcro la respirazione diaframmatica.

Nella mindfulness il respiro serve a riconnettersi con se stessi , con il proprio tornare a casa. Ricongiungere inoltre il corpo con i pensieri, ogni volta che la mente si disperde, come espresso da un famoso monaco buddista Thich Nhat Hanh.

Anche nell’attività sportiva la respirazione è essenziale per il risultato finale. Per un sonno ristoratore, per la regolazione emotiva.

La respirazione toracica è legata a tutti quei meccanismi che ci fanno essere pronti ad un’azione imminente (rallenta la peristalsi intestinale, il sangue è pompato più in fretta, aumenta la sudorazione per smaltire il calore). Mentre la respirazione diaframmatica produce vagotonia, cioè maggiore rilassamento (stomaco ed intestino sono in movimento, il sangue scorre più lento, circolano endorfine).

La parte del cervello che controlla questa funzione è l’ipotalamo, che agisce sul sistema nervoso autonomo o vegetativo, quello responsabile delle risposte involontarie, automatiche dell’organismo.

Il sistema autonomo comprende : il sistema enterico (intestinale), simpatico (attivante) e parasimpatico (legato alle attività di rilassamento).

Il sistema simpatico si attiva in un situazione di attacco o fuga (fight or flight), determinando quei fattori psico-corporei ed ormonali tipici dei momenti di rabbia e di forti emozioni; il parasimpatico invece produce rilassamento (rest and digest).

Quando parliamo di respirazione profonda, ci stiamo riferendo non solo al diaframma ma all’attività del nervo vago.

Esso è un nervo craniale che dal midollo allungato giunge (vaga) fino all’addome, innervando il diaframma ed i principali organi interni.

Esso è essenziale per l’organismo poichè determina l’omeostasi ed il rilassamento, e comprende la maggior parte delle fibre che costituiscono il sistema parasimpatico.

Un buon tono vagale inoltre migliora le infiammazioni, favorisce l’immagazzinamento dei ricordi, regola il battito cardiaco.

Come avviene una buona respirazione?

Il diaframma è un muscolo a forma di cupola appiattita e deriva dal latino frango che significa separo, mentre dia è una preposizione del greco antico che indica attraverso, per.

Situato appunto a metà tra la cavità toracica e quella addominale, è anche punto di passaggio dell’aorta e dell’esofago.

Il diaframma è in grado di migliorare l’apporto d’ossigeno ai polmoni.

Il processo respiratorio avviene in due fasi : nell’inspirazione (che deve avvenire sempre dal naso), il diaframma si abbassa ed aumenta il volume dei muscoli intercostali esterni e si dilata la cassa toracica. Scendendo, lascia spazio ai polmoni di estendersi anche verso il basso e di gonfiarsi d’aria. L’espirazione avviene solitamente in modo passivo, attraverso il rilassamento dei muscoli implicati.

La respirazione consapevole risulta un mezzo primario per raggiungere il benessere.

Praticare regolare attività fisica, la meditazione o massaggi di determinati distretti corporei aiuta a migliorare il tono vagale.

Inoltre, l’utilizzo del biofeedback (che consta di elettrodi collegati ad un pc in grado di controllare funzioni come pressione sanguigna, tensione muscolare, frequenza cardiaca) si è rilevato un ottimo trattamento che permette alla persona di comprendere quali atteggiamenti portano a certi parametri e, quindi, di autoregolarsi nel tempo.

Reimparare a respirare diventa quindi un imperativo in una società dinamica ed ipercomplessa.

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