Lady Jane Grey, sul trono d’Inghilterra per nove giorni

Intrighi e strategie politiche degli uomini di corte fecero di Lady Jane Grey una regina, ma la condussero anche verso un tragico destino.

Nella lunga successione di sovrani inglesi figurano figure femminili che hanno impresso il proprio marchio sulla storia e si sono distinte per la longevità dei propri regni, come Elisabetta I dal 1558 al 1603, Vittoria dal 1837 al 1901, Elisabetta II dal 1952 fino ad oggi, ma delle vicende che coinvolsero Lady Jane Grey non resta che qualche riferimento marginale. Purtroppo la sua non è una lunga storia ricca di gloria e imprese, il suo regno infatti durò solamente nove giorni. Salì sul trono non per sua volontà, ma come conseguenza di intrighi e strategie politiche delle persone che la circondavano. Fu la prima donna della storia inglese ad essere dichiarata de facto regina e la sua involontaria ascesa al trono non fu esattamente semplice.

Un albero genealogico ramificato e lo scisma anglicano

Occorre, innanzitutto, fare un piccolo riepilogo dell’intricata genealogia della dinastia Tudor, poiché da essa avranno origine tutte le problematiche relative alla successione al trono in seguito alla morte di Enrico VIII.

Come è ben noto, Enrico VIII si sposò ben sei volte e il destino delle sue mogli conduceva sempre al divorzio o peggio, come nel caso di Anna Bolena e Catherine Howard: accusate di tradimento e giustiziate. Dopo aver sposato Caterina d’Aragona, vedova di suo fratello maggiore Arturo, il re volle divorziare per sposare Anna Bolena. La richiesta di divorzio da parte del sovrano fu la causa della separazione con la Chiesa di Roma e della nascita della Chiesa anglicana: Enrico VIII si proclamò capo della Chiesa d’Inghilterra. In seguito, il re, ossessionato dal desiderio di un erede maschio, sposò altre quattro donne, ma solo Jane Seymour diede alla luce un maschio, Edoardo.

Nel frattempo, la sorella minore di Enrico VIII, Maria, per volere del fratello, sposò il re di Francia, Luigi XII, che morì tre mesi dopo il matrimonio. Dopo la sua morte, Maria sposò Charles Brandon, duca di Suffolk, con il quale ebbe tre figli. La figlia Lady Frances sposò il marchese di Dorset, Henry Grey, dal quale ebbe tre figlie: Jane, Catherine e Mary.

Jane, quindi, aveva un legame diretto con Enrico VIII grazie alla nonna Maria Tudor e proprio questa sua discendenza sarà la causa della sua tragica fine.

Albero genealogico della dinastia Tudor con particolare riferimento al legame tra Enrico VIII e Lady Jane Grey. (Nota: in rosso sono segnalate le date di inizio e di fine del regno)

Un’infanzia tranquilla dedicata allo studio

Lady Jane Grey, nata nell’ottobre del 1537, viveva con la sua famiglia a Leicester nelle Midlands Orientali. La sua famiglia era di alto lignaggio e perciò frequentava spesso la corte del re. Era una studentessa molto intelligente, studiava greco, latino, ebraico, italiano e francese e venne educata come una principessa protestante.

In questo periodo storico era una pratica comune mandare i bambini delle famiglie aristocratiche presso altre famiglie di rango superiore per essere educati alla vita di società. Perciò, all’età di 10 anni, Jane venne affidata a Catherine Parr, diventata moglie di Enrico VIII nel 1543, una donna colta e raffinata che avrebbe reso Jane una donna intelligente e devota. Alla morte del re nel 1547, Catherine Parr sposò Thomas Seymour, fratello di Jane Seymour, terza moglie di Enrico VIII. Era un uomo ambizioso e stava tramando per ottenere più potere a corte.

I piani dei fratelli Seymour

Thomas Seymour progettò di far sposare Jane e Edoardo VI, suo nipote divenuto re d’Inghilterra nel 1547. Il legame della giovane con la discendenza reale poteva dimostrarsi un vantaggio considerevole e lui avrebbe sfruttato la sua influenza su entrambi, che avevano solo 10 anni all’epoca, per aumentare il suo potere. La brama di Thomas di avvicinarsi sempre più al re lo condusse a una decisione che si rivelerà fatale: nel 1549 tentò di fare irruzione negli appartamenti privati del re. Venne arrestato e giustiziato il 20 marzo 1549. Dopo il fallimento del piano matrimoniale, Lady Jane tornò dai genitori per non essere coinvolta nello scandalo e abbandonò la vita di corte almeno per il momento.

Il fratello di Thomas Seymour, Edward, nel frattempo sfruttava a pieno i suoi poteri, in qualità di Lord Protettore del giovanissimo re. Nel 1549 il paese era ormai vicino alla bancarotta e i membri del Consiglio di reggenza si allearono contro di Edward per estrometterlo dalla carica. Fu arrestato, accusato di tradimento e giustiziato alla Torre di Londra nel 1552.

Venne istituito un governo collettivo guidato da John Dudley, duca di Northumberland, che avrà un ruolo cruciale nell’ascesa al trono di Jane Grey in accordo con il padre della giovane, che nel 1551 aveva ottenuto il ducato di Suffolk ed era diventato una presenza fissa a corte. Grazie a questo governo il paese si riprese e, col supporto del re Edoardo VI, la riforma religiosa subì un’accelerazione: bisognava trovare un successore protestante.

La successione al trono: da Lady a regina d’Inghilterra

Nel gennaio del 1553, il giovane re si ammalò e da allora la sua salute rimase cagionevole. Le sue precarie condizioni lo spinsero a scrivere un testamento: il suo successore doveva essere un maschio protestante. Per questa ragione escluse dalla successione le sue sorellastre, Maria ed Elisabetta, in favore di futuri eredi maschi di Lady Frances o di una delle tre figlie di quest’ultima.

A giugno il re cambiò il testamento in favore di Lady Jane Grey seguendo le indicazioni di John Dudley, diventato Lord Protettore. Jane sarebbe diventata regina fino a che non avesse partorito un figlio maschio, in caso di sua morte senza eredi la corona sarebbe passata ad uno dei figli delle sorelle Catherine e Mary. In quanto protestante, Jane era una candidata ideale per i membri del Consiglio di reggenza che sostenevano la riforma protestante. Questa nuova versione del testamento andava nella direzione dei piani di John Dudley: nello stesso anno, d’accordo con il padre di Jane, aveva fatto sposare la giovane Grey con suo figlio Lord Guildford Dudley. In questo modo il matrimonio si era rivelato vantaggioso per entrambe le famiglie, infatti i due padri sarebbero stati gli uomini più potenti d’Inghilterra essendo i genitori dei futuri sovrani.

Il 6 luglio del 1553 Edoardo VI morì e il 9 luglio Jane fu convocata presso la residenza londinese di John Dudley per comunicarle le disposizioni testamentarie del re e la sua futura incoronazione. La giovane non aveva idea della successione e rimase sconvolta dalla notizia.

Il 10 luglio Jane, all’epoca quindicenne, seguita da una processione sfarzosa si recò alla Torre di Londra, dove da tradizione i nuovi monarchi dovevano risiedere dal momento dell’ascesa al potere fino all’incoronazione. Nonostante il rifiuto della giovane, la sua incoronazione dovuta a complotti e strategie politiche ebbe luogo quel giorno.

Lady Jane Grey accetta la corona, Charles Robert Leslie, 1827, Tate’s Collection

Il contrattacco di Maria I: da regina a prigioniera

La principessa Maria, figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona, pretendeva di essere proclamata regina sulla base di un atto del parlamento del 1544 che concedeva al re il diritto di stabilire la successione e del testamento stesso del padre del 1547. Oltre alla diretta discendenza da Enrico VIII, poteva vantare un enorme supporto dal parte del popolo che la identificava come legittima erede al trono.

Il Consiglio accordò a John Dudley di inviare un piccolo contingente per catturare la principessa al Castello di Framlingham. Ma Maria non si fece trovare impreparata e organizzò un proprio esercito costringendo Dudley alla ritirata. Il Consiglio iniziò a muoversi in favore della principessa e il 19 luglio venne proclamata regina. John Dudley si arrese a Maria, fu accusato di tradimento e giustiziato, nonostante la sua conversione al cattolicesimo. A questo punto l’obiettivo dei membri della corte era salvare sé stessi: tutti voltarono le spalle a Jane e a suo marito, Henry Grey persuase la figlia a rinunciare alla corona indesiderata.

Lady Jane e il marito rimasero alla Torre di Londra, diventata ormai la loro prigione. Nel novembre del 1553 entrambi furono dichiarati colpevoli di tradimento e condannati a morte, ma la regina Maria decise di sospendere la pena, dubitando della colpevolezza della cugina. Jane godeva di alcuni privilegi nonostante la prigionia, poteva usufruire della compagnia di alcune dame e di un servitore, inoltre le era permesso passeggiare nel Giardino della regina. Passava la maggior parte delle sue giornate a studiare la Bibbia.

La ribellione contro Maria e l’esecuzione di Jane

Il precedente supporto popolare alla regina iniziò a crollare a causa della sua ferma volontà di riportare l’Inghilterra al cattolicesimo e del suo piano di sposare il disprezzato re di Spagna, Filippo II. La sua politica di intolleranza e repressione religiosa, che le varrà il nome di Maria la Sanguinaria, presto condusse a una serie di tumulti tra cui la ribellione protestante di Wyatt nel 1554. Il padre di Jane era coinvolto nella cospirazione e questo mise la coppia di ex sovrani in una posizione molto difficile: la semplice esistenza di Jane costituiva più di una minaccia per Maria.

La regina propose alla coppia di salvargli la vita se si fossero convertiti al cattolicesimo, in modo che Jane non rappresentasse più una minaccia protestante, ma entrambi erano devoti e si rifiutarono. La condanna a morte fu ordinata. Il 12 febbraio 1554, venne giustiziato Guildford sulla pubblica piazza, circondato da una folla pronta ad assistere alla decapitazione, mentre, essendo una donna di alto rango, a Jane fu concessa una esecuzione privata all’interno della Torre di Londra. Le sue ultime parole furono: “Signore, nelle Tue mani affido il mio spirito”. Aveva solo 17 anni.

L’esecuzione di Lady Jane Grey, Paul Delaroche, 1833, Londra, National Gallery

La figura di Lady Jane Grey

Dopo il regno di Maria, Lady Jane Grey fu ricordata come una martire protestante, un’eroina della riforma in un certo senso, infatti la sua storia viene riportata nel Foxe’s Book of Martyrs di John Foxe (1516 – 1587), storico e martirologo inglese. Dal XIX secolo fu presentata come una vittima innocente e la sua storia tornò a essere raccontata diventando protagonista di opere letterarie e artistiche romantiche. La questione della sua legittimità al trono è dibattuta ancora oggi e per questa ragione di solito non viene inclusa nell’elenco dei sovrani inglesi.

La sua inclinazione allo studio e la riluttanza a partecipare alle vicende di corte le avrebbero permesso di proseguire la vita tranquilla, lontana da intrighi e complotti. Purtroppo, a causa della brama di potere degli uomini che la circondavano, finì per essere utilizzata come uno strumento di affermazione della propria influenza. La sua vita è stata breve, costellata di avvenimenti al di là del suo controllo che ne hanno determinato il destino avverso. Tutti volevano affidarle una corona che lei non ha mai desiderato e questo dovrebbe farci riflettere.

Per approfondire:

Castellina P., La vicenda di Lady Jane Grey, Lulu.com, 2009

Ives E., Lady Jane Grey: A Tudor Mystery, John Wiley and Sons Ltd, 2011

http://www.bbc.co.uk/history/historic_figures/

https://www.britannica.com/topic/Kings-and-Queens-of-Britain-1856932

https://www.historic-uk.com/HistoryUK/KingsQueensofBritain/

https://www.hrp.org.uk/tower-of-london/history-and-stories/

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