Jules Verne: quando la letteratura anticipa il futuro

Come doveva essere leggere Jules Verne ai suoi tempi? Uno sguardo al futuro tra le pagine dei suoi libri.

Immaginiamo per un momento la scena. Siamo nella seconda metà dell’800 e un signorotto francese – tale Jules Verne – esordisce con “Cinque settimane nel pallone”, uno scritto a metà tra letteratura e divulgazione scientifica. È solo l’inizio di una lunga serie di romanzi e novelle che lasceranno un segno inconfondibile nei quattro elementi – aria, terra, fuoco, acqua – disegnando quel felice trampolino di lancio verso un futuro ormai prossimo, anticipando quelle scoperte tecnologiche che di lì a poco avrebbero rivoluzionato l’umana conoscenza del mondo e dell’altrove. 

Il lettore del tempo che si avvicinava a quegli straordinari scritti – citiamo “Dalla Terra alla Luna”, “Intorno alla Luna”, “Ventimila leghe sotto i mari”, “Viaggio al centro della Terra”, “Il giro del mondo in 80 giorni” – doveva essere strabiliato da tanta fantasia. Pensare ad un cannone che poteva sparare un gigantesco proiettile con degli astronauti direttamente sulla luna (cosa che accadde un secolo dopo con dinamiche molto simili a quelle previste dallo scrittore, dalla Florida come base di lancio al rientro con ammaraggio nel Pacifico), o al sottomarino Nautilus del capitano Nemo che poteva solcare i fondali marini o ancora ad un pallone a gas che poteva ergersi in aria con tanto di equipaggio. Roba pazzesca! Ancora più pazzesco pensare che quella immaginazione sarebbe diventata realtà. 

La faccia della luna. Il razzo si schianta sull’occhio della Luna. Tratto dal film muto del 1902 “Viaggio nella Luna” scritto, prodotto, montato, musicato, scenografato e diretto da Georges Méliès

Jules Verne era nato per l’avventura e si approcciava alla vita con ardente curiosità verso la natura e i suoi misteri. Un aneddoto racconta di quando a soli undici anni decise di scappare di casa per imbarcarsi su di una nave alla volta delle Indie. Il perché? Desiderava riportare una collana di coralli e regalarla a sua cugina, di cui era innamorato. Romantico il ragazzo! Fu, però, presto scoperto e ricondotto a casa e in quell’occasione fece una promessa: 

“Non viaggerò più se non con l’immaginazione”

Si può dire che mantenne la parola, ma trascinò con sé milioni di lettori di ieri e di oggi (e si spera anche di domani) altrettanto bramosi di vivere imprese senza precedenti e di lasciarsi ammaliare dal sapere e dalla scienza.

Jules Verne aprì le porte alla fantascienza moderna, ma quella sua fiducia nelle umane capacità tecnologiche le spalancò al progresso scientifico, inventando il futuro.

Illustrazione ad opera di Alphonse de Neuville tratta da “Ventimila leghe sotto i mari”. 

Questo articolo è stato ideato e scritto dalla mente geniale di A***** M********, mia collega e amica, grande studiosa e conoscitrice della letteratura. Se volete saperne di più su quello che scrive la pagina da cercare è @la_lettrice_jolie.


Fonti: 

https://www.storicang.it/a/jules-verne-scrittore-visionario_14789

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