Gli esseri umani sono poligami o monogami?

Oggi parliamo di poligamia e monogamia. La maggior parte delle culture della storia è poligama, ma cosa possiamo dire su di noi?

{Nell’immagine in evidenza, Il bagno delle ninfee nell’harem di Hans Zatzka, 1890}

Cos’è il sesso? Cosa succede al nostro corpo quando ci innamoriamo? Esistono delle differenze cerebrali fra maschi e femmine? E’ possibile riconoscere una persona omosessuale dal suo cervello? Quant’è realmente romantico l’amore che possiamo provare per un’altra persona? In questa nuova rubrica cercheremo di fare chiarezza su tematiche abbastanza complesse e di eviscerarle nel modo più limpido possibile per comprendere diversi aspetti illuminanti e curiosi. Quasi tutto il contenuto di questa rubrica è stato ricavato dalle lezioni universitarie del Professor Robert Sapolsky, con qualche eventuale integrazione da testi universitari e divulgativi.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato della dopamina. Ci sono diversi sottogruppi di recettori di dopamina, due dei quali sono pertinenti con il mondo del comportamento sessuale, ossia i recettori dopaminergici D1 e D2.

Nelle specie monogame, subito dopo l’accoppiamento, i livelli del recettore D2 calano, mentre quelli del D1 aumentano. Se si abbassa il livello del D1 prima dell’accoppiamento non si forma un legame di coppia. Se si previene il calo del D2 dopo l’accoppiamento o l’innalzamento del D1 dopo qualche minuto gli animali si accoppieranno con altri individui. Il D2 sembra mediare gli aspetti dell’anticipazione di un premio. Il D1 nei roditori regola il piacere dei monogami. Sostanzialmente bisogna avere bassi livelli di D2 e alti livelli di D1 per rimanere fedeli al partner.

Un dato interessante in merito alla dopamina riguarda un altro studio fatto con il brain imaging. Sono stati scelti due gruppi: uno costituito dalle persone che avevano trovato “l’anima gemella” da poco tempo e un altro formato da persone che stavano insieme da più di cinque anni. Sono state mostrate loro, a velocità “subliminali”, immagini di persone che conoscevano, e fra queste veniva inserita una foto della persona amata.

Nel primo gruppo i livelli di dopamina sono saliti alle stelle, nel secondo il sistema dopaminergico non si è attivato affatto. Quelle che si sono attivate sono invece aree relative al confort e all’empatia. Nel momento in cui corteggiamo una persona che stiamo iniziando a conoscere, e viviamo una sorta di magia ancora intrisa dal mistero, le vie dopaminergiche sono stimolate più che mai. Nel primo periodo di relazione il nostro rapporto è ancora una conquista all’insegna di un sogno così ardentemente desiderato, mentre una volta che la relazione è avviata ci si abitua progressivamente alla compagnia altrui e la passione viene sostituita dall’affetto. Siamo fatti per essere stupiti.

Ma quali ormoni vengono coinvolti durante il sesso? Nelle donne si ha un aumento degli ormoni derivati dal progesterone, ma soprattutto aumenta la produzione di ossitocina. L’ossitocina è un neurotrasmettitore e neuromodulatore che svolge un ruolo fondamentale nella formazione del legame di coppia. E’ stato dimostrato sperimentalmente che introducendo dell’ossitocina nelle persone queste diventano molto più fiduciose; per esempio, nel corso di un dibattito, tendono a credere maggiormente nella persona che parla. Se si spruzza l’ossitocina nel naso delle persone e le si mette a collaborare, la loro cooperazione sarà più fruttuosa e pacifica.

Questo ormone viene prodotto nella neuroipofisi, ossia nella parte posteriore della ghiandola pituitaria. Negli uomini durante il sesso aumentano i livelli di testosterone. L’idea per cui un uomo che faccia molto sesso abbia un livello più alto di testosterone rispetto a chi non lo fa è totalmente errata, poiché si ha un aumento di tale concentrazione solo nel momento in cui si svolge l’attività sessuale. Oltre al testosterone si ha un aumento della vasopressina, che sta agli uomini come l’ossitocina sta alle donne, ossia stimola la fiducia e dunque contribuisce ad instaurare un legame di coppia.

L’unicità delle specie monogame maschili consiste nell’effetto del gene dei recettori della vasopressina sui neuroni che rilasciano dopamina. In sostanza nei maschi monogami si attiva un gene che stabilisce la secrezione della vasopressina, la quale andrà a stimolare la dopamina che, come abbiamo detto, è legata alle aspettative ed è alla base dell’interesse sessuale. Questo porterà a voler fare sesso con quella persona ancora, per avere altro piacere, e di conseguenza si creerà il vero e proprio legame di coppia. La fiducia stimola il desiderio, il desiderio stimola la fiducia ed entrambe costruiscono le basi di una relazione stabile e duratura. Negli esseri umani il gene che codifica il recettore della vasopressina può avere almeno 17 lunghezze diverse.

Alcuni studi dimostrano che se prendiamo un roditore da una specie poligama e, attraverso la tecnica del trasferimento genetico, mettiamo dei recettori della vasopressina nei suoi neuroni della dopamina, quel roditore diventerà monogamo. I monogami che hanno più recettori formano dei legami di coppia più velocemente. Bastano un paio di accoppiamenti.

Nonostante la maggior parte delle culture umane nella storia sia e sia stata poligama, negli esseri umani si riscontra una vasta variabilità genetica. Qualcuno possiede il gene monogamo, qualcun altro il gene poligamo. Per quanto riguarda la riproduzione in senso stretto è interessante notare che in entrambi gli individui, sia poligami che monogami, il periodo refrettario post-coito può essere ridotto se insorgono nuovi stimoli, ossia se altri individui diventano disponibili per l’accoppiamento. Questa meccanica, denominata effetto Coleridge, ha un riscontro maggiore nei maschi che nelle femmine.

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