Dove vanno a finire i rifiuti?

Siamo tutti impegnati a dividere i rifiuti domestici, cercando di fare la raccolta differenziata meglio possibile, ma dove vanno a finire i rifiuti non riciclabili?

La situazione europea in breve

L’Europa in generale ha delle linee guida per la gestione dei rifiuti piuttosto stringenti, tuttavia persistono differenze notevoli per quanto riguarda la produzione di rifiuti indifferenziati. Spesso i nuovi paesi membri hanno una produzione di rifiuti indifferenziati più alta della media europea. Il Consiglio europeo gestisce queste situazioni a seconda delle condizioni di ingresso del paese e l’adeguamento ai regolamenti può richiedere anni perché è necessario cambiare le abitudini della popolazione. Alla testa della classifica dei paesi virtuosi in Europa troviamo Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca e Austria. Fanalino di coda sono paesi come la Romania. Per rientrare tra i migliori non serve solo differenziare correttamente, ma anche produrre pochi imballaggi non riciclabili. In tutta Italia, nonostante differenze importanti tra diversi comuni, sono attivi i servizi di raccolta differenziata. Solitamente la raccolta avviene con modalità “porta a porta” oppure tramite l’individuazione di apposite isole ecologiche dove collocare gli appositi bidoni.

Quali sono i rifiuti indifferenziati?

Grazie alla raccolta differenziata possiamo smaltire correttamente plastica, carta, vetro, metalli, medicinali, RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), frazione organica e rifiuti ingombranti. Prima di diventare spazzatura un oggetto dovrebbe passare attraverso diverse “fasi di vita”. Si può riutilizzare, come quando cediamo o vendiamo il vestito da cerimonia della bimba di 2 anni usato una sola volta. Possiamo dare nuova vita a un oggetto come un mobile recuperandolo e riverniciandolo. Quando gli oggetti non sono più riutilizzabili in nessun modo possiamo riciclarli, differenziando correttamente le componenti che verranno raccolte, controllate e trattate. Tutto ciò che non può essere riusato, ridestinato o riciclato finisce nella raccolta dei rifiuti indifferenziati. Tra questi non ci sono solo quelli provenienti dalla raccolta domestica, ma anche quelli derivanti dalla pulizia delle strade, dei litorali e delle aree verdi, dagli scarti della raccolta differenziata scorretta, dagli inerti da demolizione e dai rifiuti cimiteriali.

La situazione in Italia

L’Italia è un paese abbastanza virtuoso, con un tasso di riciclo del 73%, ma possiamo ancora migliorare. Plastica e RAEE sono i rifiuti che vengono gestiti peggio nel nostro territorio (io stessa ho trovato una batteria per auto abbandonata in un parco pubblico). Carta e metalli invece superano le aspettative con percentuali di riciclo oltre l’80%. Per quanto riguarda i rifiuti che non vengono indirizzati al riciclo e che quindi finiscono nel circuito della raccolta indifferenziata, ci sono due strade che possono prendere: lo smaltimento in discarica o la produzione di energia. Entrambe queste alternative sono gestibili, ma una prevede che i rifiuti vengano accumulati in aree apposite e lì resteranno, l’altra conferisce un ultimo sprazzo di dignità a ciò che resta. 

Le discariche

Le discariche sono luoghi selezionati e controllati dove vengono stoccati i rifiuti indifferenziati non pericolosi. A causa dei processi di decomposizione i materiali che si trovano in discarica si degradano e producono liquami (percolato) molto inquinanti che possono contaminare il terreno e le falde acquifere per tempi lunghissimi (si parla di centinaia di anni). Secondo i dati dell’ISPRA finiscono in discarica 6 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. In altre parole buttiamo in discarica ogni anno l’equivalente di circa 12 petroliere a pieno carico! Non c’è molto da fare una volta che i rifiuti sono finiti in discarica, se non assicurarsi che la contaminazione delle aree circostanti sia ridotta al minimo.

Distribuzione delle discariche in Italia. Fonte: https://www.isprambiente.gov.it/it

I termovalorizzatori

I rifiuti destinati alla produzione di energia finiscono invece nei termovalorizzatori, ma attenzione! Non si tratta di buttare badilate di spazzatura dentro un camino, come vuole una certa narrazione popolare. I termovalorizzatori preoccupano molto la popolazione a causa delle possibili emissioni inquinanti, dati alcuni precedenti storici non proprio rassicuranti. Oggi però gli impianti di termovalorizzazione sono strutture altamente tecnologiche monitorate costantemente al fine di assicurare un livello di rischio molto basso. I rifiuti che arrivano all’impianto non vengono semplicemente gettati nella fornace, ma vengono accuratamente selezionati, scartando ciò che può aumentare il rischio di produzione di emissioni inquinanti. Dopodiché vengono sminuzzati e trattati trasformandoli in combustibile, che verrà bruciato a temperature estremamente elevate per ridurre al minimo la produzione di composti volatili inquinanti. Il calore prodotto mette in funzione una turbina che produce elettricità.

Economia circolare e vantaggi economici

Ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati è vantaggioso! La riduzione dell’inquinamento è prioritaria, ma bisogna tenere in considerazione anche l’utilizzo di suolo per le discariche e i fattori economici. L’economia circolare considera la regola delle 4 R: Risparmio, Riuso, Riciclo e Recupero. Ridurre la produzione di imballaggi costituisce un risparmio per le aziende, e di conseguenza per le famiglie che dovrebbero risparmiare sulla tassa sui rifiuti. Il riutilizzo di materiali e oggetti consente di alleggerire l’economia familiare o addirittura di guadagnare qualcosa vendendo ciò che non si usa più. Esistono addirittura aziende che si stanno specializzando nel dare nuova vita a oggetti in disuso. L’industria del riciclo contribuisce allo sviluppo economico e tecnologico del paese, generando un indotto non indifferente. Infine il recupero, dal punto di vista energetico, consente una minore dipendenza dai combustibili fossili e associato ad altre alternative può contribuire a un notevole risparmio per la nazione.

Per approfondire:

https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=gestnazione&aa=2020&regid=&mappa=8#p

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/dove-va-la-spazzatura

https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/statoambiente/aree-urbane-2016/6_Rifiutiurbani.pdf

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