Caverne, tempo e suggestioni letterarie

Deep Time, l’esperimento nella caverna di Lombrives per studiare la percezione del tempo in assenza di riferimenti

Dissipatio H.G., una grotta in un romanzo

«Lui sapeva di una certa caverna, quassù sui contrafforti del Karessa.»

«In concreto, non dovevo affatto discendere, si trattava di arrampicarmi; l’inizio della galleria è a quota 1600 e il sentiero vi monta quasi a picco.»

«La descrizione di Giovanni era stata minuziosa; il pozzo forma una specie di S per traverso; dopo un breve tratto discendente risale per un paio di metri, poi c’è un’altra ansa (il pozzo è un sifone naturale, dove l’acqua si ferma), infine qualche decina di metri a perpendicolo sino ad un bacino o lago chiuso, detto della Solitudine, che non comunica con l’esterno.” Io dovevo calarmi, superare in apnea, pochi istanti, il sifone, e lasciarmi cadere. Ritto o a capofitto, a scelta. Nel lago. Tre o quattro minuti dopo, annegarvi.»

Questi sono piccolissimi estratti del romanzo, scritto nel 1977, da Guido Morselli che porta il titolo Dissipatio H.G. (H.G. le iniziali di Humani Generis: Dissipatio Humani Generis). Dissipazione nel senso di scomparsa inspiegabile, sublimazione, dissoluzione del genere umano. Il protagonista della storia (di cui non si conosce il nome) sceglie di porre fine alla sua vita gettandosi nell’oscuro lago presente all’interno di una grotta. Il giorno designato per il suicidio, la forza di volontà, che sembrava muovere l’atto, non riesce a prevalere sulla paura, sulla riflettuta insensatezza del gesto e sulla mancata voglia di compierlo; il suicidio non avviene. Quando il protagonista esce dalla caverna è solo, il genere umano è scomparso, dissipato nel nulla. Cioè che è avvenuto nella grotta ha modificato il corso della storia. Qualcosa di misterioso collegato al tentativo di suicidio è accaduto? Questo non ci è dato saperlo, l’unica realtà è la solitudine in cui il protagonista si ritrova. La grotta del romanzo è un luogo-soglia, un luogo in cui il tempo trascorsovi all’interno sembra aver avuto un effetto inaspettato sul mondo.

La Caverna di Lombrives

Grotta di Lombrives, Ornolac-Ussat-les-Bains, sud della Francia, regione dei Pirenei.

Da 125 milioni di anni la caverna partecipa alla storia del genere umano; le sue formazioni geologiche (concrezioni calcaree), le enormi stalattiti e stalagmiti e il lago interno, hanno accolto, fin dalla preistoria, uomini in cerca di casa o rifugio. La grotta di Lombrives ne porta il segno: sulle pareti iscrizioni, disegni e simboli lasciati dagli “abitanti”; un modo per comunicare la presenza, per imprimere un segno di un passaggio o di uno stanziamento in quel luogo, apparentemente inospitale, che è stato in grado (e lo è tutt’ora) di conservare la vita.

L’esperimento di Christian Cloet

Nella caverna di Lombrives 15 persone (8 uomini e 7 donne) hanno preso parte all’esperimento denominato Deep Time, guidato dallo Human Adaption Institute. I volontari sono entrati nella grotta il 14 marzo 2021 e ne sono usciti dopo 40 giorni, vivendo una completa interruzione dei rapporti con l’esterno e in assenza di qualsivoglia tipo di comunicazione (se non messaggi univoci in direzione interno-esterno) e di riferimenti temporali.

Interno della grotta di Lombrives

L’esploratore Christian Cloet è l’ideatore dell’esperimento. Lo scopo è osservare il comportamento umano in situazioni limite e l’influenza che tali scenari (dimore) estremi hanno sulla “normale” risposta fisiologica e psichica dell’organismo. I partecipanti sono stati monitorati durante tutta la permanenza, la loro temperatura corporea costantemente vigilata e la loro attività psichica e cerebrale controllata sia all’entrata che all’uscita. Isolamento, convivenza forzata, ricerca di modalità per impiegare il tempo, assenza di possibilità di temporalizzare le giornate….: sono molteplici le variabili e le aree di studio coinvolte nell’elaborazione dei risultati.

Al termine dei 40 giorni, i 15 erano in ottime condizioni sia fisiche che psicologiche, non si sono verificati dissidi interni né create faide o scissioni del gruppo. Il ciclo sonno-veglia alterato dei membri ha avuto come risultato la percezione sbagliata del tempo trascorso. I partecipanti pensavano, infatti, mancassero più giorni al termine della prova: le loro giornate erano scandite da 12-14 ore di sonno e 10-8 di veglia. Ulteriori risultati non sono, ad oggi, ancora disponibili.

ll tempo flebile

Sia la caverna dell’esperimento Deep Time, sia quella inventata da Morselli nel romanzo, rappresentano uno spazio che taglia i ponti con ciò che è al di fuori, con il mondo della luce e che restituisce all’uomo una nuova possibilità di esistenza e di comprensione dei suoi limiti.

Deep Time, Tempo Profondo, quanto profondo? Quello che hanno sperimentato i partecipanti è un tempo immisurabile e scandito esclusivamente dalle necessità fisiologiche del corpo umano. Pensare ad un tempo che non può essere contato, non soggetto a misurazioni e indipendente da uno strumento che lo rende reale, significa relazionarsi con tutta la sua profondità, con la sua più recondita natura e con il modo più intimo con cui l’uomo può avere percezione della sua esistenza. Un tempo flebile, evanescente, con le caratteristiche di un fantasma. In assenza di riferimenti, con ogni spiraglio di luce del sole tappato, il tempo affetta l’uomo (i 15 uomini nella grotta) con tutta la sua potenza, invisibilità e incontrollabilità: la percezione del suo scorrere, misurata solo con i ritmi fisiologici e circadiani, non possiede la precisione di un orologio, commette errori ed altera. https://www.antropia.it/episodio-ii-che-cose-il-tempo/.

Nella caverna: una realtà diversa

La grotta come luogo in cui il tempo scorre in modo differente è un motivo ricorrente nella storia delle produzioni letterarie e, come abbiamo visto, scientifica e sperimentale. Le caratteristiche di un posto dove viene meno la luce solare e dove si ha la sensazione che al di fuori di essa tutto può succedere, intensificano la percezione di un mistero racchiuso lì, all’interno della montagna: il tesoro di Alì Baba e i 40 ladroni. Nel romanzo di Morselli il tempo che il personaggio trascorre all’interno della caverna modificherà per sempre la sua vita nel mondo. La prospettiva di una finzione e suggestione letteraria si collega alla realtà dell’esperimento e alla volontà di scoprire ciò che può essere diverso da come sembra.

Deep Time forse non aiuterà a disvelare i segreti del tempo e della sua percezione (non siamo ancora in grado di reperire dei report sull’analisi dei risultati e nego che un esperimento possa riuscire a fare ciò), ma sicuramente ha mostrato come l’uomo può vivere in una situazione estrema e come alcuni luoghi (qui la caverna) hanno il potere (suggestivo e non solo) di svelare lati, sfaccettature e prospettive più profonde della realtà.

Interno della grotta di Lombrives

Bibliografia:

Guido Morselli, Dissipatio H.G., Gli Adelphi, Milano: 1977.

La grotta di Lombrives:

La grotta di Lombrives da scoprire e visitare in Ariège – Ariège Pyrénées (ariegepyrenees.com)

The Lombrives Cave, the largest cave in Europe… – Ussat-les-Bains – Ariège – (grandsudinsolite.fr)

Esperimento Deep Time:

L’esperimento Deep Time: 40 giorni lontani dal mondo – Aretè (dearete.org)

Esperimento Deep Time: vivere isolati in una grotta francese per 40 giorni – (pianetablunews.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *